RASSEGNA STAMPA DEL 23 FEBBRAIO 2003 SULLA QUERELLE
SGARBI /BAUDO /BUGATTY


UNIONE SARDA
Il brano alla radio

Vladimir Luxuria e la Bugatti

Il brano di Cristina Bugatti sarà trasmesso in anteprima venerdì 7 alle 24 su Radio Capital nel corso della trasmissione “Luxuria si sveglia a mezzanotte”. Lo annuncia Vmadimir Luxuria che aggiunge: «Il brano si chiama “Give me your smile” e dice “parliamo in modi diversi ma siamo tutti fratelli”». «Vittorio Sgarbi scopre “vicino alla sua pelle” il sapore amaro della discriminazione. Un sapore che migliaia di transessuali italiani provano direttamente sulla propria ogni giorno, quando cercano occupazione o quando devono difendere la propria dignità in quella che hanno». Così in una nota commenta il caso Bugatti a DopoSanremo Mirella Izzo dell’Associazione culturale Crisalide Azione Trans. «Il caso Bugatti è un fatto emblematico di una realtà molto più diffusa: la transfobia. Noi che siamo transessuali e prestiamo la nostra opera di volontariato per tutelare e promuovere i diritti delle persone transessuali e transgender, conosciamo dolorosamente gli aspetti di questa realtà».


UNIONE SARDA

Vittorio Sgarbi rinuncia alla conduzione del Dopofestival di Sanremo. Il contrasto con l’ex sottosegretario, che aveva proposto la presenza di un trans e dell’ex presidente della repubblica Francesco Cossiga (che ha sua volta rinunciato), per Baudo era «insanabile» e Sgarbi ha tratto le conclusioni da quella che ha definito una «ipoteca culturale» più che una direzione artistica. Ieri, in mattinata, Pippo Baudo, direttore artistico del Festival, aveva sottolineato i possibili rischi che una partecipazione dell’ex sottosegretario poteva «comportare a danno della Rai» rimettendo ogni decisione al direttore generale Saccà e al direttore di Raiuno, Del Noce. Baudo aveva espresso il timore che Sgarbi considerasse il Dopofestival «come un proprio programma, autonomo, staccato dal contesto generale» avvertendo che molti cantanti «alla luce degli ultimi interventi hanno rappresentato la loro determinazione di non partecipare al Dopofestival».
In precedenza, l’ex capo dello Stato Cossiga aveva già fatto sapere di aver rinunciato alla presenza al Dopofestival a causa del veto «posto da Pippo Baudo con offensivi, ipocriti e pretestuosi apprezzamenti». Cossiga ci va giù duro e definisce Baudo «il pescecane della tv di stato» e «il picciotto siciliano che da tempo non stimo», sottolineando che lui non avrebbe preso neanche una lira a differenza di Baudo che «si è fatto ricco» passando da Rai a Mediaset e da Mediaset alla Rai «con un piccolo inciampo a piazzale Clodio», sede del tribunale di Roma.
Il principale motivo del contendere tra Baudo e Sgarbi è stato apparentemente la volontà dell’ex sottosegretario di portare al Dopofestival il trans Cristina Bugatti, un’idea per nulla condivisa dal direttore artistico. Da qui l’accusa di Sgarbi di «intolleranza culturale» e di pregiudizio verso i “diversi”. In più, Baudo andrebbe oltre le sue funzioni di direttore artistico. «Lui non ha mai visto Cristina Bugatti - è la sottolineatura di Sgarbi - e l’ha esclusa a priori. Se avesse detto che la Bugatti non va bene, se ne poteva anche parlare, ma la sua è stata un’ipoteca culturale intollerabile».
Di fatto a dieci giorni dalla manifestazione canora più importante d’Italia manca il conduttore del Dopofestival. Con così poco tempo a disposizione, nonostante circoli il nome di Piero Chiambretti, l’ipotesi più probabile è quella dello stesso Baudo, affiancato da qualcuno o qualcuna, anche alla conduzione del Dopofestival. Il tentativo di conciliazione che sta tentando in queste ore il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, non sembra destinato al successo. E così ieri la politica, in ore decisive per la sorte del cda, si è occupata anche del caso Sanremo. «La rinuncia di Sgarbi alla conduzione del Dopofestival di Sanremo è l’epilogo naturale di una vicenda che sollevava non poche perplessità, per le scelte di Baudo avallate dal direttore di Raiuno Del Noce e dal direttore generale della Rai Saccà» dice in una nota Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di An e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai: «Che Sgarbi volesse invitare un transessuale al Dopofestival rientrava nell’ordine naturale delle cose. La cosa anomala era che un personaggio come Sgarbi, che ha elevato la provocazione e l’eccesso a stile di vita, fosse stato messo in quel ruolo».
E la querelle Sgarbi-Baudo arriva anche in Parlamento dove Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell’Arcigay, ha annunciato un’interrogazione per sapere «se la linea sessuofobica e discriminatoria è un fatto personale o rappresenta una tendenza della tv di Stato». In ogni caso il 7 marzo «saremo a Sanremo per protestare».


IL GIORNALE DI BRESCIA
Sgarbi minaccia di lasciare il Dopofestival
BAUDO CONTESTA LE PRESENZE DI UN OSPITE TRANSESSUALE E DI COSSIGA

BOLOGNA - «Se al Dopofestival non ci sarà Cristina Bugatti non ci sarò neanche io. Con Baudo non c’è nessuna polemica, ma non posso accettare questa discriminazione sessuale»: l’ospite transessuale proposta da Vittorio Sgarbi ma bocciata da Pippo Baudo rischia di far saltare il conduttore del Dopofestival, che Sgarbi minaccia di abbandonare. «Come io non discuto i suoi ospiti, pretendo che Baudo non discuta i miei - spiega Sgarbi -. Non gli va bene un ospite transessuale al Dopofestival dopo che lui ha cercato lo scandalo con l’invito alle Tatou, quelle del bacio lesbico, per il 7 marzo. Ne ho già parlato con Saccà (direttore della Rai, ndr) ed è d’accordo me, mi ha detto che non se ne parla neanche perchè la Bugatti va benissimo». Sgarbi ha già invitato anche Francesco Cossiga e annuncia che l’ex presidente della Repubblica interverrà al Dopofestival in collegamento da Cap Ferrat: «Baudo aveva detto "né Cossiga, né travestiti", ma io non ho più posto la questione e con la mia tecnica di non far polemiche, la presenza di Cossiga è diventata un dato ineluttabile». «Ce ne faremo una ragione... Ci sono tanti lutti nelle famiglie», risponde insolentito Pippo Baudo. E se Saccà - come dice l’ex sottosegretario - è d’accordo sulla presenza di un ospite transessuale, «il direttore generale ha potere assoluto - sottolinea Baudo - ma a quel punto decido io se esserci o meno. Io penso che tentare lo scoop sensazionalistico con un ospite trans non voglia dire rispettarlo, ma sfruttarlo». Ma Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, annuncia che «se il veto sarà mantenuto, saremo presenti a Sanremo per contestare il festival». Baudo contesta anche l’opportunità di Cossiga: «L’idea che un ex Capo dello Stato intervenga in smoking bianco dalla villa di Cap Ferrat per commentare il festival - dice Baudo - mi sembra molto forte per una manifestazione ludica come il festival. E lo dico proprio perchè ho grande rispetto per le istituzioni». Il portavoce di Cossiga ha detto in serata che «Cossiga si è sempre battuto in difesa di tutte le espressioni di libertà per tutti e dunque anche dell’intramontabile "picciotto" Pippo Baudo nel suo non accidentato cammino da De Mita a Berlusconi».



IL TEMPO
Sgarbi furioso Senza Bugatti no a Sanremo
SCONTRO CON BAUDO PER IL TRANS

di ANNA CINZIA TIENI

«SE al Dopofestival non ci sarà Cristina Bugatti non ci sarò neanche io», dice Vittorio Sgarbi. «Ce ne faremo una ragione - risponde Pippo Baudo - ci sono tanti lutti nelle famiglie». A meno di due settimane dalla partenza del festival di Sanremo, tra il direttore artistico e il critico d'arte scoccano scintille. «Ho meno titolo io di andare a Sanremo di quanto non ne abbia Cristina Bugatti». Non ha dubbi Vittorio Sgarbi. Il veto dato da Pippo Baudo (nella foto) alla presenza della Bugatti al Dopofestival è espressione di una sconcertante discriminazione nei confronti dei transessuali e in generale di chi ha un diverso orientamento sessuale che in nessuna misura incide sulla loro natura o sulla qualità interiore del loro essere persona. All'indomani dunque di alcune dichiarazioni di Baudo sull'inopportuna presenza di travestiti sul palco dell'Ariston, arriva secca e precisa la replica di Sgarbi. No alla censura di personaggi che parteciperanno al programma apportando il loro contributo di persone intelligenti e no alle direttive a tutto campo del conduttore del Festival, nemmeno su Cossiga, che, in smocking bianco, si collegherà al Dopofestival dalla sua villa di Cap Ferrat. «La Bugatti? Vista per la prima volta proprio alla Rai nel programma "Chiambretti c'è"», racconta Sgarbi. E aggiunge: «Rifiutare la Bugatti è come dire no a un negro, è come dire che Denny Mendez non poteva vincere Miss Italia. Cristina Bugatti inoltre non si atteggia a travestito, è una bella donna che recita la sua parte con tanta integrità da diventar donna a tutti gli effetti, ed è una persona intelligente che leggerà i testi delle canzoni con una chiave di lettura che farà riferimento ad alcuni nomi importanti della letteratura quali Novalis, Hoelderlin e John Donne». E proprio per sottolineare che al Dopofestival non andranno provocazioni, ma solo persone con qualcosa da dire, anche se tra loro differenti e con compiti diversi, Sgarbi ha anche annunciato la presenza, accanto a Cristina Bugatti, peraltro assunta in accordo con il direttore generale Saccà (che però ieri ha negato di sapere che la Bugatti è un trans), di Gigliola Cinquetti, quale «espressione di armonia e regolarità». Insomma, ad alimentare presunte polemiche e presunti scandali, Sgarbi proprio non ci sta: «Lo leggo dai giornali che con Baudo ci sarebbero problemi. E sì che non sono mai stato così mite: non vado alle riunioni e non chiedo soldi, né per me, né per i miei collaboratori che a volte si accampano a casa mia con i sacchi a pelo pur di lavorare senza spendere denaro».
Intanto stamani il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, sentirà per telefono Pippo Baudo «per cercare una mediazione» sullo scontro in atto tra il conduttore e Vittorio Sgarbi per la presenza di un ospite transessuale al Dopofestival. «Si cercherà di trovare una soluzione - afferma del Noce - che non offenda la sensibilità di nessuno. Si tratta solo di una normalissima dialettica tra punti di vista differenti».

sabato 22 febbraio 2003


IL RESTO DEL CARLINOROMA —
Dopo il duo lesbo-pop Tatu, al

ROMA — Dopo il duo lesbo-pop Tatu, al festival di Sanremo ci sarà forse anche un travestito. E la polemica già infuria. Oggetto del contendere, Cristina Bugatti, presentata da Vittorio Sgarbi (nella foto con la Valcikova) come una delle partecipanti al Dopofestival. «È un travestito — taglia corto Pippo Baudo — e, con tutto il rispetto per la gente che si vuol vestire stravagante, il festival non ha bisogno di travestiti. Questa cosa non si fa e non si farà». Una decisione che non vede d'accordo Vittorio Sgarbi che ieri, nel corso del programma di Fiorello «Viva Radio 2», è intervenuto telefonicamente difendendo la Bugatti, ospite in studio.
«La verità - ha detto Sgarbi - è che Baudo teme di essere oscurato dalla presenza della Bugatti e di essere sopraffatto dalla stampa. La Bugatti è più brava di Anna Oxa, di Frassica e di Fiorellino. Non ho ancora capito se è un uomo o una donna». Baudo replica a distanza: «Non è questione di essere bacchettoni — dice — è un principio di buon gusto. Se un travestito portasse una novità da un punto di vista critico ed estetico, passi. Ma così sarebbe solo una mascherata. E, siccome Carnevale è ancora in corso, preferisco vedere i travestimenti nei cortei pubblici. Sgarbi? Gli ho già parlato, non è lui il padrone della televisione».
Ma le grane per il festival non finiscono mai. Proprio ieri, infatti, i discografici hanno fatto di nuovo sentire la loro voce. «Non è una crociata contro Sanremo, ma potremmo anche non fare più il festival. La musica siamo noi e vogliamo essere più coinvolti dalla Rai dal punto di vista artistico»: parola di Piero La Falce, presidente di Universal e vicepresidente della Fimi, che si è fatto portavoce delle richieste del settore. «Vorremmo continuare a fare il festival, ma l'industria discografica deve intervenire in modo più serio nella sua struttura. Noi non portiamo solo un prodotto, noi — sottolinea — siamo la musica e non possiamo aspettare fino all'ultimo le decisioni di una commissione artistica per sapere quali artisti andranno al festival». Se le cose rimanessero così, invece, «perchè continuare ad andare a Sanremo?» si domanda La Falce, aggiungendo che, a questo punto, «ci creiamo la nostra manifestazione».



CORRIERE DELLA SERA
Sgarbi accusa Baudo e abbandona il Dopofestival

«Inaccettabile la discriminazione politica verso la cantante trans». E si scatenano le polemiche su Sanremo

ROMA - Lo aveva promesso e lo ha fatto. Vittorio Sgarbi ha rinunciato alla conduzione del Dopofestival di Sanremo. Le dimissioni sono state inviate a Baldassarre, presidente della Rai; Saccà, direttore generale; Fabrizio De Noce, direttore di Raiuno; e a Pippo Baudo. Proprio il presentatore e direttore artistico della manifestazione (dal 4 all’8 marzo) ha fatto esplodere il «caso». L’onorevole aveva invitato al Dopofestival l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ma anche Cristina Bugatty attrice e cantante trans. Baudo ha detto no.

LA RINUNCIA - Un’«ipoteca culturale» inaccettabile per l’ex sottosegretario ai Beni culturali. Che accusa Baudo di «razzismo» e «discriminazione sessuale». «Nessuna polemica - dichiara Sgarbi -, solo una questione politica, di diritti civili. Non si possono scartare le persone senza conoscerle. Ci dev’essere un motivo, non si può ragionare per categorie. Baudo è all’angolo e cerca pure di farmi litigare con i cantanti. Assurdo, ho sempre considerato le canzoni la più alta forma di poesia del ’900». La sua è una scelta definitiva? «Potrei tornare indietro, ma Baudo deve chiedere scusa a Cossiga e alla Bugatty». Intanto Sgarbi prepara un Controfestival, forse su La 7: «Sarò una spina nel fianco per Baudo, non uscirà indenne da questa storia».


LE REAZIONI - La lite ormai è un caso politico. Enzo Carra, della Margherita, commenta: «Siamo di fronte all’iperbole del fallimento dei vertici Rai». Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell’Arcigay, vuole portare la querelle in Parlamento: «La linea sessuofobica e discriminatoria è personale, o rappresenta una tendenza della tv di Stato?». Solidarietà a Sgarbi dal senatore Michele Bonatesta (An), della commissione di Vigilanza sulla Rai. Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, osserva: «Nulla di male se la Bugatty si limitasse a un’esibizione artistica». Le associazioni trans insorgono contro Baudo. E il 7 marzo ci sarà una manifestazione davanti all’Ariston.


LA MAMMA E LA MOGLIE - A difendere i litiganti ci si mettono anche i familiari. Per Sgarbi parla mamma Rina: «Questa censura non mi va. Ma non importa, mio figlio ha ricevuto un’offerta allettante da un’altra rete per un "Controfestival"». Il soprano Katia Ricciarelli (ospite nella serata finale del Festival) prende le parti di Pippo, suo marito: «Avrà tanti difetti, ma è un gentiluomo. Ha un grande rispetto per l’essere umano e non ha mai avuto pregiudizi nei confronti di nessuno».


I SOSTITUTI - Emergenza Dopofestival: Baudo deve rimpiazzare Sgarbi in tempi strettissimi. Piero Chiambretti si tira fuori: «Non mi interessa». Si pensa ad Alba Parietti, ma anche a Gigi Proietti. Baudo però potrebbe decidere di condurre anche il Dopofestival, magari insieme a una donna.
Sandra Cesarale


IL MESSAGGERO
Sgarbi sbatte la porta, tempesta anche su Sanremo
L’addio al Dopofestival tra le polemiche dopo il no di Pippo Baudo all’ospite “trans”
di MARCO MOLENDINI

festivalieri si è ritrovato da solo a cavallo. Giù Sgarbi, il travestito Cristina Bugatti e anche Francesco Cossiga. E tutto con un ventoso strascico di polemiche. Da parte dello stesso Vittorio, che spara a zero sull’islamico Pippo, da parte dell’ex presidente della Repubblica che gli affibbia l’appellativo di «pescecane della tv di Stato», dalle associazioni gay (che preannunciano una manifestazione di protesta all’Ariston per il 7 marzo, oltre a un’interrogazione).
Non poteva, poi, mancare il complemento politico alla vicenda che vede addirittura uniti Ulivo e An. «È l’epilogo ovvio dell'ennesima scelta sbagliata da parte dei vertici di Viale Mazzini, ormai oltre il capolinea», sostiene Enzo Carra della Margherita. E Bonatesta chiede che sulla vicenda «facciano mea culpa Baudo, Del Noce e Saccà». A tutto ciò, si aggiunge mamma Sgarbi che rivela: «Mio figlio non condurrà più il Dopofestival di Sanremo? Niente paura perché condurrà il controfestival per una tv privata che accoglierà tutti i personaggi scartati da Baudo».
E adesso? La Rai colleziona l’ennesima figuraccia, ulteriore testimonianza di pressappochismo e improvvisazione. Era facile prevedere la tormenta Sgarbi. Troppo fuori dalle righe l’ex sottosegretario, troppo ingessato il rito sanremese per accettare un incursore pazzo (discografici e cantanti avevano già minacciato la diserzione). Così, il Dopofestival resta con le gomme a terra, ma non del tutto. Nel senso che la formula pensata da Baudo prevedeva di affidare a Sgarbi solo i venti minuti iniziali del programma (con Cossiga in smoking bianco in una suite d’albergo che avrebbe fatto il suo commento, a ruota libera, nei primi cinque minuti), il resto sarebbe rimasto nelle mani del direttor dei direttori festivalieri secondo la formula più tradizionale. Naturalmente, a questo punto, l’ipotesi più probabile è che il "picciotto Pippo" (altra definizione dell’ex presidente) prenda per sé tutto il programma (non sarebbe la prima volta), magari con l’appoggio di una spalla femminile (Alba Parietti è già in pista di rullaggio). Escluso, invece, un ripescaggio di Piero Chiambretti che ha pensato bene di mettere le mani avanti e autoescludersi. «Mi sollevo da ogni eventuale incarico», ha fatto sapere appena venuto a conoscenza del rischio che correva di essere richiamato alle armi. Più complicati gli eventuali arruolamenti di Paola Cortellesi, impegnata a teatro, o di Nino Frassica, già a Sanremo nel ruolo di fiancheggiatore di Baudo.
Si rientra nella norma e, a Mastro Pippo, che è già a Sanremo, forse non dispiace del tutto di essersi liberato dell’ingombrante presenza di Vittorio che, peraltro, non aveva voluto lui (l’idea era stata del direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce). In ogni caso, a togliere le castagne (ormai bruciate) dal fuoco, ci ha pensato lo stesso Sgarbi comunicando per lettera il proprio forfait ai vertici Rai. Naturalmente commentando il tutto con il bazooka: «Pippo non ha mai visto Cristina Bugatti. Se avesse detto non va bene, se ne poteva anche parlare, ma la sua è stata un'ipoteca culturale intollerabile. Rifiutando a priori i miei ospiti è come se avesse detto: non voglio i negri, i diversi, gli ebrei, i sardi. A questo punto non voglio più avere a che fare con lui. Faccia il suo Dopofestival con i suoi camerieri o i suoi cuochi».
Non meno infuocato l’altro abbandono, quello del senatore Cossiga (memore di antiche rivalità demitiane): «Il pescecane della tv di Stato mi ha posto il veto con offensivi, ipocriti e pretestuosi apprezzamenti. Considero disdicevole mettermi sul piano di un guitto la cui cosa più notevole è la gentile consorte. A differenza di lui, che si è fatto ricco emigrando dalla Rai a Berlusconi e da Berlusconi alla Rai, da Viale Mazzini a via del Plebiscito, con un piccolo inciampo a Piazzale Clodio, per la mia partecipazione non avrei percepito neanche una lira». Grazie e arrivederci a Sanremo.


LA STAMPA
IL CRITICO PROPONE UN CONFRONTO TV: BASTA CHE CHIEDA SCUSA
«Ragiona come Aziz è solo un razzista»

23/2/2003

Pronto, Vittorio Sgarbi? Volevo chiederle: conosce qualche canzone di Bobbi Solo?
«Pazza idea, di far l´amore con lei, pensando...»
No, scusi, questa è Patty Pravo. A San Remo ci sarà anche la Zanicchi. Si ricorda qualcosa della Zanicchi?
«Pazza idea, di far l´amore con lei, pensando di stare ancora insieme a teeee...».
Allora ha ragione Pippo Baudo. Dice che lei non può fare il dopofestival perché quella è una trasmissione di commento alle canzoni, non un dopo-Sgarbi.
«Io considero le canzonette come la poesia del 900 raccontata al popolo».
Argomento pericoloso con Baudo, quello del nazional-popolare...
«Baudo ragiona come Tareq Aziz. Quello dice che non risponde ai giornalisti ebrei, Baudo non vuole i travestiti. Una cosa intollerabile. Baudo non vuole George Sand. Lei sa chi è George Sand?».
Una non graziosissima signora dell´800 che scrivendo feuilleton e presentandosi sempre vestita da uomo si portò a letto le più belle anime dell´epoca, De Musset, Chopin, Liszt...
«Ecco. Io volevo un George Sand al contrario, una ragazza brava, che è un uomo ma si veste da donna, e dice cose perfette e bellissime. Baudo non l´ha neanche mai vista. Ha detto solo: non voglio i travestiti. Razzismo».
Solidarietà da Francesco Cossiga che definisce Baudo «un pescecane», un «picciotto siciliano che da tempo da non stimo». C´è stato il veto anche su un presidente emerito della Repubblica?
«Sì. Lui non vuole Cossiga. Vuole Vissani. Vissani è un cuoco e io non sono un cameriere».
Sillogismo perfetto.
«Questa è invece un´ipoteca culturale. Culturale lo scriva col K, significa visione del mondo».
Ergo?
«E´ tutto aperto. Io non ho litigato con Baudo. Io non ho mai fatto polemica con Baudo. Sono stato costretto a scrivere al signor Giuseppe Baudo che non accetto ipoteche culturali, discriminazioni e intolleranze a priori verso Cossiga e verso persone di cui lui non sa neanche cosa volessi fare in trasmissione? Quante volte i gay hanno dimostrato di essere più acuti degli altri? Baudo non vuole Alcibiade, Socrate, Platone, Proust, Gide...».
Notizie da Saccà?
«Niente solidarietà dalla Rai».
Del Noce?
«Gli ho parlato. Basta che lui tolga di mezzo l´ipoteca culturale. Io non ho niente contro Baudo».
Sennò?
«Cossiga sta telefonando, progettando. Vorrebbe che lui e io facessimo il dopofestival di San Remo sulla 7».
E lei, invece?
«L´importante ricordati è che io devo essere io, e lui è Baudo e fa Baudo, e certo sì ne parliamo domani pomeriggio in trasmissione, sempre che mi paghino... Un pour parler, certo, e guarda che l´ha chiesto lui, così almeno discutiamo della cosa davanti a tutto il mondo (Sgarbi sta parlando a un altro telefonino, con il suo assistente) Scusi, ero sull´altra linea. Dicevamo?»
Ho sentito che vuole un confronto in video con Baudo...
«Vado in una tv
, e se non è quella sarà un´altra, stia sicura. Non fanno altro che offrirmi spazio in tv, a me. Ma io non ho litigato con Baudo. Basta che chieda scusa. A Cossiga, e alla ragazza».