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"TUTTI IN PACS" e "USCIAMO DAL SILENZIO"
I perché delle nostre adesioni
10/01/2006

Chi ci segue con una certa costanza ed abitudine forse si stupirà della nostra adesione alla manifestazione nazionale "Tutti in Pacs" in quanto non abbiamo nascosto le nostre perplessità, non sull'iniziativa in sé, ma su come era presentata ai media e per come era strutturata. Avevamo quindi detto: no, non aderiamo.
In politica i "si" e i "no", se non ci si chiude nell'ideologia e nei pregiudizi, sono quasi sempre dei "si" e dei "no" dialettici, ovvero, rappresentano una "dissidenza" (concentrandoci in questo caso sui "no") rispetto ad un "tema", ma contemporaneamente sono una richiesta di modificazione dell'impostazione data al "tema" stesso. Non partecipare a "Tutti in Pacs" di fatto rappresentava una spaccatura del movimento non conveniente per nessuno. Se è vero che Crisalide era praticamente l'unica Associazione a non aderire (anche se altre hanno aderito "turandosi il naso", all'inizio), di fatto l'unanimità era perduta. E in questo spazio di dissidenza certamente ci sarebbe stato chi ci avrebbe "marciato". Non conveniva agli organizzatori e poteva convenire a Crisalide che avrebbe magari trovato "amplificazione" alle proprie rimostranze, proprio in quella parte di stampa che non vuole un movimento LGBTQI unito e tantomeno la formazione di un movimento trasversale sui temi della "laicità dello Stato" e dei "Diritti civili". Quindi alla fine, non conveniva neppure a Crisalide che di certe "alleanze" che vogliono solo "rompere" preferisce fare a meno.
Se quindi sul sito sono apparse le motivazioni del nostro no (vedi email del 26/11/2005), in realtà il dialogo non è mai cessato fra gli organizzatori e Crisalide. Questo dialogo - talvolta con toni duri - ha tenuto accesa una fiammella di speranza. Una fiammella più importante della pura questione di una firma in più o in meno, ovvero quella del non volere dare spazio a chi ci vorrebbe tanto vedere divisi. Una fiammella che sicuramente noi non volevamo spegnere e, lo penso davvero, neppure Arcigay e gli altri promotori.
La nostra fiammella: quella di potere esserci in una manifestazione che proponesse il movimento LGBTQI come uno dei promotori dei "diritti civili" di tutti (quindi pacs, ma non solo pacs e tutti con uguale importanza), dall'altra parte la fiammella del poter dire: "ci siamo davvero tutti".
Cosa ci ha diviso per alcuni mesi? Credo una questione di "accenti". Ovvero la teoria secondo la quale "i pacs avrebbero fatto da trascinamento per tutti gli altri temi" da parte degli organizzatori, contro la nostra teoria secondo la quale l'accento dovesse essere posto su tutti i punti presenti nella piattaforma della "primavera dei diritti civili" (documento sempre del movimento LGBTQI) e che se accento doveva essere posto, semmai doveva esserlo per tutti i temi per i quali i partiti politici in genere non avevano espresso una posizione chiara, ovvero per quasi tutti i punti del documento della "primavera" con l'eccezione dei Pacs, sui quali, con alcune contraddizioni, l'Unione alla fine si era espressa in una posizione di base comune (sebbene con importanti differenziazioni fra le sue componenti interne).
Quindi "Tutti in Pacs", monopolizzando l'attenzione mediatica sui pacs o "Tutti per l'abrogazione della legge 40, l'introduzione dell'asilo politico per trans e omosessuali, una nuova legge sul cambio anagrafico di genere sessuale, una legge antidiscriminazione, ecc?.
Questo ci ha diviso. Nient'altro. Un accento. Ma un accento molto importante nelle risposte mediatiche che la manifestazione potrebbe avere. L'invisibilità di tutte le altre proposte della "primavera dei diritti civili" (o la loro presenza in una postilla del comunicato stampa) era per noi condizione inaccettabile. Aggiungiamo che quando la politica vera (quella che ha a cuore davvero gli interessi di chi si rappresenta) si scalda, i fraintendimenti possono diventare una sorta di "evidenziatore" giallo delle differenti sfumature ed anche dei diversi interessi che si vogliono tutelare (Crisalide non può prescindere dai diritti delle persone transgender e transessuali), e il gioco dei "veti incrociati" sono lì alla finestra che aspettano nella loro distruttività.
Discutendo e a fondo, con la volontà di farlo in particolar modo da parte nostra e di Arcigay Nazionale, si è giunti finalmente ad una posizione comune. I Pacs non saranno più l'evento "che trascinerà" gli altri ma solo l'evento che oggi è già nell'agenda politica parlamentare. Non il più "importante" ma quello su cui attrarre l'attenzione. L'amo sul quale far abboccare i media per un discorso a 360° sui temi dello Stato Laico. Lo stesso Lo Giudice ha anticipato che nel suo discorso non parlerà solo di Pacs ma reintrodurrà il documento della "primavera". Qualche cosa stava cambiando e sarebbe stato davvero stupido da parte nostra non tenerne conto. La "sorellanza" fra le manifestazioni del "Tutti in pacs" a Roma e "Usciamo dal Silenzio" a Milano (a cui abbiamo dato immediata adesione) è stata infine la goccia per la quale ciò che noi volevamo passasse, potesse davvero passare.
Per questi motivi, oggi, Crisalide sarà presente a Roma, sarà presente - insieme a tutti gli aderenti - sul palco di Roma per evidenziare l'importanza del concetto che, in materia di diritti civili "fra gli ultimi, i primi di cui occuparsi sono gli ultimi fra gli ultimi".
Saremo a Roma e - con una delegazione - anche a Milano.
E come quando una decisione la si raggiunge dopo aver approfondito e sviscerato
fino in fondo i temi in discussione, ci saremo fra i più convinti ad esserci.
Crisalide crede di poter non solo far parte di un movimento per i diritti civili e la laicità dello stato, ma presume (si, immodestamente) di poter esserne uno dei motori propulsori nelle idee e strategie (se non nelle forze numeriche che non potremo mai avere per ovvii motivi).
Chiunque abbia seguito tutta la genesi delle due manifestazioni è pertanto invitato/a ad esserci, a Roma ma anche a Milano.
Chiunque abbia, all'interno del movimento LGBTQI, una sensibilità vicina alla nostra, è invitato ad esserci e a stare con noi dietro il nostro striscione.
In ogni caso, con noi o altrove, esserci è importante. Fare capire cosa è e cosa vuole questo movimento lo è ancora di più.
Genova 10 gennaio 2006

Mirella Izzo
Presidente Nazionale Crisalide AzioneTrans onlus

P.S. personale: per motivi di salute chi scrive non potrà essere né a Milano né a Roma fisicamente ma si impegna a preparare un breve documento che verrà letto sul palco a nome di tutta Crisalide AzioneTrans onlus.